Il 24 giugno la Chiesa festeggia San Giovanni Battista figura collegata al solstizio d’estate e speculare al San Giovanni Evangelista, che si celebra il 27 dicemvee e che è connesso con il solstizio d’inverno.
Queste due figure di Santi presentano un legame profondo con una divinità autoctona romana, anch’essa legata al culto dei solstizi: il Dio Giano, lo Ianus Pater, il dio di tutti gli inizi, che, secondo il mito, avrebbe presieduto alla storia di Roma regnando appunto come primo Re del Latium e fondando una città sul colle Gianicolo a lui consacrato e considerato la “porta di Roma”.

Secondo il mito, dall’unione di Giano con la ninfa Camesena nacquero numerosi figli, tra i quali il dio Tiberino, signore del Tevere.
Fu Giano ad accogliere a Roma il dio Saturno, spodestato dal figlio Giove, condividendo con lui la regalità e consentendogli di inaugurare l’età dell’oro ricordata nelle festività dei Saturnali. Per l’ospitalità ricevuta, Giano ricevette dal dio Saturno il dono di vedere sia il passato che il futuro, all’origine della sua rappresentazione bifronte.
La figura di Giano era profondamente collegata alle porte solstiziali. Nell’antichità era credenza diffusa che nel momento in cui il sole si fermava in cielo per cambiare direzione, la terra potesse diventare vulnerabile alle forze del male che sarebbero potute penetrare attraverso di essa. È per questa ragione che i romani scelsero Giano bifronte come guardiano delle porte del tempo e dello spazio.
Giano veniva infatti rappresentato come il dio dell’inizio, Ianitor, custode della porta sia spaziale, sia temporale, del passaggio nel tempo (Ianus Bifrons: Giano bifronte perché guarda sia il passato, sia il futuro) e nello spazio (Ianus Quadrifrons: Giano quadrifronte perché guarda e controlla i quattro punti cardinali).
Il Giano bifronte veniva venerato un po’ ovunque e di fatto si trovava in tutte le case, dove veniva rappresentato su ogni porta, dato che simboleggiava la separazione tra ciò che ci appartiene e il “di fuori”, l’ignoto. D’altro canto la parola latina ianua deriva proprio dal Ianus, cosi’ come il mese di gennaio, Ianarius, introdotto nel caledario romano da Numa Pompilio nel 713 a.c. e chiamato cosi’ in suo onore.
A Roma, ogni attività pubblica si apriva sempre con un sacrificio o una preghiera dedicata ad dio ed ogni campagna bellica, in età repubblicana, veniva inaugurata aprendo le porte del suo tempio nel Foro Olitorio e si concludeva con la chiusura delle stesse.

Verso l’850 d.c., Giano venne «cristianizzato» e inserito nella liturgia con i nomi dei due San Giovanni: Evangelista celebrato il 27 dicembre, legato al solstizio d’Inverno e Battista il 24 giugno, legato al solstizio d’Estate.

Di fatto la Chiesa doveva trovare una figura che sostituisse adeguatamente la divinità pagana bifronte e i due Giovanni , oltre che per l’assonanza nei nomi tra Ianus e Ioannes (Giovanni in latino), assolvevano a tal compito per essere stati protagonisti assoluti della vita di Cristo: il Battista, rappresentava il passato e la “iniziazione” di Cristo per averlo battezzato nelle acque del fiume Giordano, mentre l’Evangelista proiettava la figura del Cristo verso il futuro, attraverso la testimonianza all’umanità della sua missione divina.

Inoltre i giorni del calendario adottati per celebrare i due Giovanni, il 24 giugno e 27 dicembre, erano le stesse in cui si festeggiava Giano nei Collegia Fabrorum, le antiche corporazioni romane dei mestieri che avevano l’uso di onorare i Solstizi, per rendere omaggio alla forza più grande della natura, cioè al Sole.
Nel Medioevo addirittura i due solstizi venivano collegati a “Giovanni che piange” e “Giovanni che ride”, anche questa una rappresentazione molto simile ai due volti di Giano: il Giovanni che piange è quello che implora la misericordia di Dio (ovvero san Giovanni Battista), mentre il Giovanni che ride è quello che gli rivolge le sue lodi (ovvero San Giovanni Evangelista).
In conclusione, la posizione dei due Giovanni, diversi fra loro eppure complementari, risultavano in perfetto accordo con la funzione di cristianizzare un culto pagano, essendo un anello di congiunzione da una parte con il culto del Sole, costituito da Giano e dall’ altro con il culto cristiano, rappresentato da Cristo.
Bibliografia:
“Dizionario illustrato di Mitologia greca e romana” – Crescere Edizioni
“Dei e Religioni dell’Antica Roma” Gian Matteo Corrias . Ed. Arkadia
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